freccia1
logo

facebook
twitter
instagram
freccia2
freccia1

Un Quadro

15/07/2019, 01:55

Un-Quadro

Come sempre i fatti sono di pura fantasia, oppure no?

Intimità

05/07/2019, 11:01

Intimità

Loop - Da tempo qualcosa non andava. Ma cosa?

Tutto cominciò così

29/06/2019, 14:37

Tutto-cominciò-così

Condivisioni Instant

COPYRIGHT @ellepulp.com

15/07/2019, 01:55

quadro, mare, pittura, Ellepulp, ellepulp, polaroid, polaroid sardegna, polaroid cagliari, polaroid Italy



Un-Quadro


 Come sempre i fatti sono di pura fantasia, oppure no?




Ha di certo utilizzato dei colori a olio con estrema maestria.
È difficile percepire qual’è il punto dove si unisce realtà e finzione, ma sono certa siano colori ad olio, ne sento il profumo.

Il muro della banchina è scrostato dall’umido, il bianco della pittura ha lasciato spazio al cemento, si vedono chiaramente le strutture di ferro arrugginite finire dei pilastri portanti immersi negli abissi.

Come è possibile che sia riuscito a riprodurre così bene il riverbero dell’acqua? Ha sicuramente dei pennelli sottilissimi per dipingere ogni dettaglio, le mie percezioni si confondono, ho sempre meno la capacità di distinguere realtà e finzione. 

In lontananza galleggiano le corsie, portano di certo ad una Boa che da qui non vedo, mi avvicino alla tela per cercarla, ma più mi avvicino e più il disegno perde di significato, e della Boa nemmeno l’ombra.

Mi allontano dalla tela, il tanto che basta per vedere tutto in maniera più chiara, le macchie di colore, alla giusta distanza, descrivono impeccabilmente quel mare scuro e quel cemento scrostato, l’aria è tiepida e inizio a sentire il suono del mare sbattere sui pilastri, arrivare a riva e passare tra la sabbia.

Oramai è impossibile distinguere le percezioni, la realtà è completamente mutata, faccio un altro passo indietro eccitata all’idea di essere finita dentro la tela, quando sento i piedi affondare nella sabbia fresca, l’acqua circondare le mie caviglie con una schiuma leggera, alle mie spalle ondeggiano gli ombrelloni, come una danza Hawaiana mi danno il benvenuto.

Non mi resta che godermi ogni dettaglio del quadro di cui ormai faccio parte, mi butto sulla sabbia a guardare le stelle, quando un solletico ai piedi mi distoglie dai miei pensieri, ma cosa succede?

Il pittore incredulo si avvicina alla tela, mi osserva contrariato e disegna i dettagli dei miei piedi insabbiati, si arrende, la sua memoria non lo aiuta, prende un pennello e così come ha disegnato ogni dettaglio di quelle onde mi disegna un sorriso sul volto.
05/07/2019, 11:01

polaroid, polaroid, ellepulp, letterari, vaneggi, pensiei, ansia, panico, paura



Intimità


 Loop - Da tempo qualcosa non andava. Ma cosa?



Se ne stava li, a contemplare il soffitto.
Da tempo qualcosa non andava.
Ma cosa?
Non lo sapeva, quel senso di oppressione, era puntuale come la voglia di andare al bagno dopo la colazione.
Apriva gli occhi, il tempo di orientarsi, ed eccolo arrivare.
Sale dalla bocca dello stomaco e arriva alla gola.

Se ne stava li a contemplare il soffitto.
Come se fosse un foglio bianco su cui disegnare una storia nuova.
"Questa volta non mi freghi uso una matita, di quelle buone che quando cancelli non lasciano il solco"
borbottò mentre contemplava quel soffitto un po rugoso.

Certo è che non sapeva disegnare, ecco dove stava l’inghippo, le idee erano buone, le aspettative pure, ma gli mancava quella manualità:
"Certo che se voglio disegnare un sole, ma poi la mano disegna un vortice qui diventa tutto in salita!"
Continuava a borbottare:
"Non è colpa mia è colpa della mano!"

C’era molto caldo e stava li a contemplare il soffitto in mutande.
Si sa il caldo non aiuta in queste situazioni!
Amplifica le percezioni, che non sono certo le migliori.
"E poi come pretendo di disegnare con la mano sudata e la matita morbida? Ma cosa mi salta in mente!"

Se ne stava li, nel divano, ormai la schiena era incollata,  aspettava il passaggio del ventilatore sui piedi, un po’ muoveva la tenda, un po’ le foglie della pianta, un po i piedi, così per minuti interminabili.

Lo sconforto la stava per assalire, ma alla 171esima volta di fresco sui piedi, tutto si fece chiaro, prese la matita, una bellissima 2B, la impugnava con una certa sicurezza, questa volta sarebbe andato tutto bene, come aveva fatto a non pensarci prima.

Dicevamo prese la matita e scrisse:
"Sole"

Se ne stava li a contemplare il soffitto, il caldo si tagliava a fette e il corpo era madido di sudore, il braccio candido penzolava dal divano con la matita tra le dita, la soluzione era semplice, bastava riscrivere tutto, chi ha detto che doveva disegnare?

Ma scrivere cosa?


29/06/2019, 14:37

Polaroid, ellepulp, fabrizio deidda, instant, Impulse, distacco emulsione, recupero negativo.



Tutto-cominciò-così


 Condivisioni Instant




Polaroid,
non so bene cosa abbia mai causato questo colpo di fulmine verso di lei, ricordo solo che ormai 12 fa comprai ad un mercatino un Polaroid Impulse di colore grigio e da li non sono più riuscito a fermarmi. 

Tanti artisti in tutto il mondo  avevano sperimento le potenzialità artistiche che questo tipologia di fotografia offriva e anche io volevo tuffarmici al suo interno.

Nonostante siano passati quasi 75 anni dall’uscita della prima fotocamera a sviluppo istantaneo, la Land camera 95, un bestione di quasi 2kg, ancora oggi la Polaroid è oggetto di desiderio di tanti fotografi e artisti. 

Ma partiamo dall’inizio, la Polaroid deve la sua origine alle intuizioni di Edwin Land, nel 1926 abbandonò gli studi di Harvard per spostarsi a New York dove realizzo la sua prima invenzione: un sistema di polarizzazione sviluppato nel 1934 sotto forma del primo film polarizzatore in grado di intervenire sul movimento delle onde luminose. 

E’ proprio da questa invenzione che nasce il nome Polaroid, dove vi è la combinazione del suffisso "oid", preso dal termine celluloide, il prodotto principale della fotografia, con il termine polarizer.

Una delle storie più famose alla base dell’invenzione della fotografia istantanea risale al 1943 , quando Edwin land era in vacanza con la famiglia a Santa Fe, in Messico. 

Un giorno uscì a fare una passeggiata con la figlia piccola, jennifer, portando con se la propria fotocamera Rolleiflex. Alla domanda della figlia:
 << Perché non posso vedere subito le foto?>>  
la carriera lavorativa di Land venne profondamente modificata. 

L’idea prese forma in poche ore e nel suo laboratorio venne assegnato al progetto il nome SX-70.  
Nel 1948 furono inviate a Jordan Marsh ( oggi Macy’s) 56 fotocamere a rullino Model 95. 
Tutti gli apparecchi compreso quello in esposizione furono venduti il primo giorno.



Polaroid Land camera 95


1237

Ultime News

Scansione10
02

I'm Ellepulp.

Create a website